La pescasub all’aspetto e i suoi trucchi

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Trucchi di pesca in apnea all’aspetto: piccole astuzie dei pescasub

In un passato articolo abbiamo scritto dell’abitudine dei pesci a vedere noi pescasub. Se potessimo avere un occhio nascosto sul fondo per guardare ogni pescatore apneista all’aspetto, vedremmo che ognuno agisce in modo differente: chi fa uscire alcune bolle dallo snorkel, chi alza un po’ di sedimento per creare la “nuvola” che attira la minutaglia, e di conseguenza il predatore; poi c’è anche chi produce dei piccoli rumori con il calcio del fucile sfregato sulle rocce: rumori che incuriosiscono il pesce. Di questi stratagemmi ne esistono tanti. Ciascuno in piccole varianti. Questo fa capire che per stanare il pesce bisogna essere “un passo avanti a lui”, sempre con la modestia di chi conosce l’infinita complessità e bellezza del mondo sommerso.

Trucchi di pesca subacquea: apnea e pesci furbi!

Però non crediate che il pinnuto non sia furbo. Parliamo per esempio del comportamento della cernia bruna (Epinephelus marginatus), come sappiamo uno dei pesci più grandi che un apneista possa sperare ragionevolmente di catturare nelle sue discese in apnea. Immaginiamoci dunque dei normali e bellissimi momenti di pesca subacquea. Il subacqueo fa la capovolta e scende verso il fondo. Se non riesce a nascondersi durante la discesa, tenterà una caduta verticale sul pesce. La cernia, se si accorge dell’intruso incomincerà una sorta di danza andando avanti e indietro rimanendo comunque all’ingresso della tana cercando di capire quale mossa farà la grossa “macchia nera”, l’apneista. Se il subacqueo è esperto tenterà sicuramente un tiro dal limite, altrimenti basterà il minimo errore per assistere a una fulminante scodata con conseguente sparizione del pesce all’interno dei cunicoli della sua tana. Con l’esperienza capiremo ben presto che ogni pesce ha un comportamento ben preciso e prima di portarlo a tiro, colpi di fortuna esclusi, si dovranno studiare nei minimi dettagli le loro reazioni ai diversi stimoli ambientali.

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