Pesca in apnea con astuzia

Condividi il post se ti e' piaciuto

Racconto di pesca in apnea: “L’astuzia gioca sempre un ruolo fondamentale nella pescasub”

Amici di Pescasub TV, vi riportiamo la storia di una recente cattura inaspettata nelle acque della Riviera Ligure che ha come protagonista il nostro amico Fabio e “sua maestà” il barracuda!

Il racconto di pesca in apnea

Era una calda giornata infrasettimanale primaverile, mare calmo, brezza di vento, la giornata perfetta per immergersi. Giunto sullo spot con la mia barca e calata l’ancora mi sono rapidamente cambiato e calato in mare. L’acqua era ancora freddina ma inaspettatamente ho trovato una notevole visibilità. La zona è famosa per la presenza di saraghi e corvine e così incomincio la mia caccia sondando dalla superficie le tane a me conosciute vedendo qualche bel pezzo da poter portare a tiro. Prima discesa, mi apposto dietro uno scoglio e cerco di attirare la curiosità del sarago maggiore che staziona davanti alla sua tana, una grande lastra di pietra che ricopre il sedimento e che dà un “tetto” ad almeno una decina di pezzi. Attendo ancora qualche istante, provando anche a fare uscire alcune bolle dallo snorkel ed ecco comparire la sagoma del maggiore proprio davanti al mio arbalete. Un tiro facile che ha portato nel carniere che tengo in cintura un bel sarago di 850 grammi. Riemergo e dopo aver sistemato il tutto e ricaricato il fucile riprendo fiato e scendo verso un’altra tana a me conosciuta. È in quel momento che scorgo in lontananza la sagoma di un dentice così decido di risalire per decidere al meglio la strategia di avvicinamento. Passo un momento di rilassamento e respirazione e poi di nuovo giù, portandomi rasente il fondale verso una roccia, provando a nascondermi lì e aspettando l’avvicinamento del predatore. Passa un minuto ma il bestione (stimato sarà un cinque chilogrammi) non accenna ad avvicinarsi. Gira sempre incuriosito ma evidentemente ha già avuto a che fare con qualche pescatore e sa che avvicinarsi troppo potrebbe essere fatale. Ormai l’aria incomincia a scarseggiare e decido di risalire. Giusto il tempo di rivolgere lo sguardo verso la superficie e scorgo cinque barracuda nuotare proprio sopra la mia testa. Evidentemente non si sono accorti della mia presenza penso. Così, senza esitare nemmeno un secondo alzo il fucile, miro e premo il grilletto. Con un colpo a sorpresa colpisco la preda ma per via della mia posizione non favorevole al tiro e della sagoma sottile del barracuda ho il timore di poterlo perdere: la battaglia è appena iniziata. Il barracuda, colpito al centro, ha una reazione fulminea. Con una velocità inaudita parte in orizzontale costringendomi ad allentare la frizione del mulinello (per chi non masticasse di subacquea… si usa anche qui!) per contrastarne la fuga. Dopo diversi metri, finalmente, riesco ad avere la meglio sulla preda; così mi immergo e la porto tra le mie braccia in superficie constatando la cattura di una preda di tutto rispetto. Dopo questa preda altri due saraghi finirono nel carniere andando a completare una fruttuosa giornata di pesca. Ma l’uscita non è stata solo soddisfacente: mi ha insegnato che l’effetto sorpresa, quello che non ti aspetti, può ingannare anche un predatore schivo e veloce come il barracuda”.

Alcuni barracuda fotografati a margine di una battuta di pesca in apnea.
Alcuni barracuda fotografati a margine di una battuta di pesca in apnea.

La storia di Fabio calza a pennello con l’argomento da noi trattato portando l’insegnamento che nella pesca subacquea, come nella pesca sportiva dalla barca, l’astuzia gioca sempre un ruolo fondamentale per la fine positiva di una giornata di pesca. Dal prossimo numero saremo orgogliosi di condividere insieme a voi altri racconti di pesca subacquea e di sviscerare nei dettagli le varie tecniche che potrete provare e sperimentare con questa meravigliosa disciplina.

Pesca in apnea con astuzia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *